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IGTV: Una svolta?

Ci siamo, Mark non si ferma e se ne esce con la novità dell’anno: IGTV.

IgTv è la nuova piattaforma legata ad instagram, già disponibile via app in cui il formato video delle storie, quindi verticale, viene incrementato e portato dai 15 secondi fino a 60 minuti.

Ma del suo utilizzo ne parlerò in un altro post, oggi ho voglia di fermarmi, sedermi e riflettere con te.

C’è che parla di svolta epocale.

Io dico che è ancora forse un po’ presto per tirare giu’ le somme.

Pensiamoci un attimo.

Il video verticale cambia completamente la modalità di fruizione di un video che, a mio parere viene piu’ difficile da gestire, sia a livello di chi crea il contenuto video sia da parte di chi ne fruisce.

Voglio dire, non è un format semplice da gestire per contenuti così lunghi.

Immaginatevi di guardare video verticali per un’ora.

A me, verrebbe difficile.

Sicuramente è uno strumento con ottime possibilità e che in qualche modo offre opportunità non indifferenti.

Che i social media siano la nuova tv non è di certo una novità, e tra Facebook, Instagram, Youtube e Netflix ci allontaniamo sempre di piu’ dai format televisivi offerti.

Non sono bastati Sky e Mediaset Premium, in un contesto sociale dove l’utente è al centro di tutto, l’utente deve poter scegliere.

Per quanto la scelta televisiva possa essere ampia, rimane comunque estremamente limitata per ciò che Internet ha da offrire, senza contare che su Internet hai la possibilità di cercare contenuti mondiali quando vuoi e quanto vuoi.

Il consumatore ormai decide ogni cosa, come predetto già anni fa.

Mi ricordo quando, in 2 superiore, ascoltavo interessata il mio professore di media verbali e non verbali.

Disse così:

Non siamo noi a guardare la televisione, è la televisione che ci guarda.

Il paradigma già cambiava negli anni ’90 e il Berlusconismo, che, ci piaccia o no, ha contribuito al cambio della televisione italiana.

Ma non stiamo parlando di politica qui, stiamo parlando di media, di storia e futuro.

Youtube neanche troppo lentamente si è presa una grossissima fetta, creando una piattaforma dove l’utente crea il contenuto e l’utente usufruisce di quel contenuto.

Un cosiddetto rapporto win win in quella che è stata la centralizzazione dell’utente.

Seguimi, questo post è una riflessione ma è importante per capire dove siamo e dove stiamo andando, seguendo il filo logico dello sviluppo tecnologico.

Poi è stata la volta di Facebook, Instagram, Whatsapp.

Anche qui, piattaforme dedicata ai creatori e ai fruitori, tutto sempre in un’ottica di “mettere al centro il cliente”.

IGTV, è davvero una svolta?

Per il mio umile e modesto parere, no.

La vedo piu’ come un’introduzione di business, volta ad accaparrarsi ogni formato disponibile in canali diversi nella loro fruizione.

Se Mark ha fondato Facebook, per le relazioni e poi acquistato Instagram per i contenuti visivi, sfidando Snapchat ed inserendo così le storie, ha finito per comprarsi anche Whatsapp per la messaggistica, e visto che c’era ha sfidato anche Skype per le videochiamate.

Se ci penso, le 3 app che utilizzo di piu’ sono quelle del mio caro e buon vecchio Mark.

Cosa gli rimane?

Google.

E Youtube è stata acquistata da Google un paio di anni fa.

Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità. CIT.

Facebook vuole tutto e se lo prende, introducendo sulle sue piattaforme, le piu’ utilizzate, ogni feature vincente degli avversari.

Con WorkPlace by Facebook punta a sfidare LinkedIn e il tutto in un’ottica molto semplice: Siamo pigri.

Voglio dire, quanto renderebbe semplice la vita fare tutto in un solo luogo?

Avere tutto su una stessa piattaforma o tra piattaforme diverse ma collegate tra loro?

Se piattaforme come Twitter rimangono integre e fedeli al proprio disegno primitivo, c’è chi guarda a prendersi tutto.

Pensiamo anche alla feature di MarketPlace.

Che voglia hai di andare su Ebay e caricare le tue scarpe usate quando puoi caricare una foto su Facebook e raggiungere milioni di persone?

IGTV: Quando diventa troppo?

Ripeto, è un parere personale, ma mi piacerebbe ragionarne con voi.

Ma torniamo ad IGTV.

Funzionerà davvero?

60 minuti di video verticali?

60 minuti in cui ti basterà comunque uno “touch” per distrarti  e passare al video successivo?

La soglia dell’attenzione si sta abbassando.

Sì, certo, ma per un principio antico quanto il mondo che si chiama assuefazione.

Ci abituiamo ad un qualcosa e non ci facciamo piu’ caso.

IgTv è una novità legata ad Instagram, e per i creatori di video si apre una nuova possibilità:

Crescere su Youtube è strategicamente molto piu’ complesso, sarebbe un po’ come volersi imporre su Google in poco tempo.

Peccato non sia così semplice.

D’altro canto però, come dico sempre, bisogna comunicare nella maniera giusta utilizzando la piattaforma giusta e ho i miei dubbi che Instagram sia la piattaforma ideale per catturare e mantenere l’attenzione PER UN’ORA.

Se io, sempre molto personalmente, volessi guardarmi un documentario di un’ora, non lo faccio da mobile e, sicuramente, non vado a cercarlo su Facebook.

Cercherò canali piu’ adatti al mio scopo, come Netflix o Youtube.

Se voglio approfondire una tematica e guardarmi un video, l’ultimo posto in cui andrò a cercarlo sarà Instagram.

Sicuramente IgTv è uno strumento potente, ma rimane complicato da integrare, sempre a mio avviso, all’interno di una comunicazione multichannel.

  1. Ogni piattaforma ha un formato video diverso. L’ansia dell’editing dove la mettiamo?
  2. Adattare uno stesso formato a piu’ piattaforme può essere vincente o controproducente? Voglio dire, come diversificherò la mia comunicazione sulle diverse piattaforme? Dovrò seglierne solo una? Dovrò aumentare i contenuti?
  3. Il target. Instagram è la piattaforma dei Millennial, dove il target è comunque giovane. IgTv può essere considerato la svolta, ma lo è davvero se penso in un’ottica strategica?

Come sempre, chi vivrà vedrà, e sarà sicuramente interessante, nei prossimi mesi, osservarne e valutarne gli sviluppi, specie da parte dei Brand sempre piu’ coinvolti nel video marketing e dell’importanza del video.

Sarà un canale vincente?

O aumenterà semplicemente il fenomeno degli influencer, dati già per spacciati e “destinati a morire”?

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Ad Maiora,

Lady Marketer!

 

 


Lady Marketer

Stefania Cassarino, Blogger, Marketer, Imprenditrice Digitale. A 14 anni apro il mio primo blog, a 16 la mia prima pagina facebook di successo, a 20 anni la mia prima esperienza da imprenditrice. Aiuto le persone a trasformare le proprie passioni in Business e dar loro l'asset giusto da cui sviluppare il proprio mindset e la propria strategia.